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Strategia

Marketing etico per psicologi dell'età evolutiva: cosa puoi e non puoi fare

Il codice deontologico degli psicologi pone vincoli precisi sulla comunicazione. Una guida operativa che concilia regole e visibilità.

Lauretta Maria Gullì28 marzo 2026 7 min di lettura

La paura paralizzante

Molti psicologi non hanno un sito o non aggiornano i social per paura di sbagliare. È una paura fondata: l'art. 40 del codice deontologico è severo e le sanzioni dell'ordine non sono solo formali.

Ma il rimedio non è il silenzio. È comunicare bene.

Cosa dice davvero il codice

Gli articoli più rilevanti sono il 39, il 40 e il 41. In sintesi: la comunicazione deve essere veritiera, corretta, non comparativa, non ingannevole, e non deve sfruttare l'urgenza emotiva di chi è in difficoltà.

Tradotto operativamente:

  • NO: "Risolvo l'ansia in 5 sedute"
  • : "Lavoro con persone che vivono ansia, attraverso un percorso che concordiamo insieme"
  • NO: "Lo psicologo migliore di Reggio Calabria"
  • : "Mi occupo da 10 anni di psicoterapia dell'età evolutiva"
  • NO: "Solo 3 posti rimasti, prenota subito"
  • : "I posti sono limitati, contattami per verificare la disponibilità"

Cosa puoi tranquillamente comunicare

  • La tua formazione: titoli, specializzazioni, anni di esperienza, supervisori (se autorizzati)
  • I tuoi ambiti di intervento, descritti in modo onesto
  • Articoli divulgativi su temi della tua competenza, scritti con linguaggio accessibile ma serio
  • Eventi, conferenze, partecipazioni a tavoli professionali
  • La tua filosofia di lavoro, raccontata in prima persona
  • Recensioni di pazienti — ma con cautela: anonime, generiche, mai cliniche

I formati che funzionano (e sono sicuri)

Articoli divulgativi

Spiegare cosa è la diagnosi differenziale, come riconoscere segnali di disagio nei bambini, quando rivolgersi a uno psicologo. Tutto in chiave informativa, mai sostitutiva del colloquio.

Video brevi

Reel o YouTube short su miti psicologici da sfatare, libri consigliati ai genitori, principi base dell'educazione emotiva. Senza interpretazioni di casi specifici.

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Cosa cambia se lavori con bambini

Aggiungi un livello: non puoi mai esporre minori. Quindi:

  • Foto solo se autorizzate per iscritto, e con volti coperti o di spalle
  • Casi clinici raccontati in modo profondamente alterato, mai riconoscibili
  • Comunicazione duale: parli sia ai genitori che — quando opportuno — agli adolescenti

Il modulo che ti consiglio

Sui social non rispondere mai a domande cliniche dirette. La risposta corretta è sempre: "Ti ringrazio della fiducia, ma una valutazione richiede un colloquio. Se vuoi, scrivimi in privato per fissarne uno."

Replicabile, professionale, deontologicamente impeccabile.

Conclusione

Comunicare bene — etici, autorevoli, accessibili — non è una limitazione. È un vantaggio competitivo. I genitori riconoscono lo psicologo serio dal primo paragrafo. E lo scelgono.

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