Strategia
Marketing etico per psicologi dell'età evolutiva: cosa puoi e non puoi fare
Il codice deontologico degli psicologi pone vincoli precisi sulla comunicazione. Una guida operativa che concilia regole e visibilità.
La paura paralizzante
Molti psicologi non hanno un sito o non aggiornano i social per paura di sbagliare. È una paura fondata: l'art. 40 del codice deontologico è severo e le sanzioni dell'ordine non sono solo formali.
Ma il rimedio non è il silenzio. È comunicare bene.
Cosa dice davvero il codice
Gli articoli più rilevanti sono il 39, il 40 e il 41. In sintesi: la comunicazione deve essere veritiera, corretta, non comparativa, non ingannevole, e non deve sfruttare l'urgenza emotiva di chi è in difficoltà.
Tradotto operativamente:
- NO: "Risolvo l'ansia in 5 sedute"
- SÌ: "Lavoro con persone che vivono ansia, attraverso un percorso che concordiamo insieme"
- NO: "Lo psicologo migliore di Reggio Calabria"
- SÌ: "Mi occupo da 10 anni di psicoterapia dell'età evolutiva"
- NO: "Solo 3 posti rimasti, prenota subito"
- SÌ: "I posti sono limitati, contattami per verificare la disponibilità"
Cosa puoi tranquillamente comunicare
- La tua formazione: titoli, specializzazioni, anni di esperienza, supervisori (se autorizzati)
- I tuoi ambiti di intervento, descritti in modo onesto
- Articoli divulgativi su temi della tua competenza, scritti con linguaggio accessibile ma serio
- Eventi, conferenze, partecipazioni a tavoli professionali
- La tua filosofia di lavoro, raccontata in prima persona
- Recensioni di pazienti — ma con cautela: anonime, generiche, mai cliniche
I formati che funzionano (e sono sicuri)
Articoli divulgativi
Spiegare cosa è la diagnosi differenziale, come riconoscere segnali di disagio nei bambini, quando rivolgersi a uno psicologo. Tutto in chiave informativa, mai sostitutiva del colloquio.
Video brevi
Reel o YouTube short su miti psicologici da sfatare, libri consigliati ai genitori, principi base dell'educazione emotiva. Senza interpretazioni di casi specifici.
Newsletter
Una al mese ai genitori che ti hanno dato il consenso: spunti di lettura, eventi, riflessioni. Niente promozioni invasive.
Cosa cambia se lavori con bambini
Aggiungi un livello: non puoi mai esporre minori. Quindi:
- Foto solo se autorizzate per iscritto, e con volti coperti o di spalle
- Casi clinici raccontati in modo profondamente alterato, mai riconoscibili
- Comunicazione duale: parli sia ai genitori che — quando opportuno — agli adolescenti
Il modulo che ti consiglio
Sui social non rispondere mai a domande cliniche dirette. La risposta corretta è sempre: "Ti ringrazio della fiducia, ma una valutazione richiede un colloquio. Se vuoi, scrivimi in privato per fissarne uno."
Replicabile, professionale, deontologicamente impeccabile.
Conclusione
Comunicare bene — etici, autorevoli, accessibili — non è una limitazione. È un vantaggio competitivo. I genitori riconoscono lo psicologo serio dal primo paragrafo. E lo scelgono.